porto

“Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena…”.

Tell a Friend
Chiedo ad ognuno di Voi, se possibile,  di compiere un piccolo sforzo affinchè confluisca in un grande aiuto a me e la mia famiglia. La massa notevole di processi che mi sono stati mossi contro per aver detto scomode verità, costituisce un impegno finanziario per noi insormontabile.
Grazie di cuore. Marco

DONAZION RICEVUTE


ninin

.....
trucoli
banner_pic_casadellalegalita.png
rivierapress
notav

logo-paolo-franceschetti

imperiaparla.jpg

trucioli.jpg

 trenette.jpg
alberto.jpg
ilsecolo.jpg
 
ilfattao.jpg

PUNTO
RIVIERA24
sanremonews2.jpg

uomini.jpg
nuovacosenza

ilmattino

logo-ponenteoggi

democrazia
democrazia2


roberto

zemia


marco1.jpg
Casa della Legalità interviene sulla recente udienza di Reggio Calabria
5 novembre 2016.
Dopo aver girato la realtà come un calzino, come purtroppo a volte capita, Sanremonews pubblica la lettera verità di Christian Abbondanza

Richiesta di pubblicazione
- ai sensi dell’art. 8 della legge n. 47/48 - in relazione all'articolo «Reggio Calabria: durante l'udienza di oggi Claudio Scajola batte il pugno sul tavolo ed urla “bugiardo” a Christian Abbondanza».

Non riesco a comprendere a quale udienza del 2 novembre 2016, a Reggio Calabria, faccia riferimento l'articolo di SanremoNews, visto che vi è rappresentata una ricostruzione surreale, totalmente scollegata dalla realtà. Fortunatamente sono online sul sito di RadioRadicale le registrazioni audio integrali delle udienze, e così chiunque, sentendo direttamente, può acquisire conoscenza piena di cosa sia avvenuto e di cosa sia stato detto. Al fine di tutelare la corretta informazione, oltre che la mia persona, in primis invito quindi SanremoNews alla pubblicazione degli audio integrali [Udienza 24.10.2016 – esame testimone http://www.radioradicale.it/scheda/489942/processo-scajola-ed-altri - Udienza 02.11.2016 - controesame testimone http://www.radioradicale.it/scheda/490630/processo-scajola-ed-altri].
Detto questo occorre precisare quanto chiunque potrà riscontrare dall'ascolto: a Reggio Calabria, all'udienza del 2 novembre 2016 non è crollato in alcun modo l'impianto accusatorio della DDA di Reggio Calabria e non è crollato nemmeno il testimone Abbondanza Christian, presidente della Casa della Legalità - Onlus. Se proprio si vuole vedere chi ha avuto “crolli” si deve guardare a Claudio Scajola - che ha interrotto bruscamente la deposizione Abbondanza - nonché anche ad alcuni passaggi promossi dalle Difese.

scajola-salutoIl primo episodio di “crollo” di Scajola è stato davanti al richiamo, da parte di Abbondanza, alleboccaverita intercettazioni ambientali agli atti dell'inchiesta “La Svolta” in cui emerge chiaramente il riferimento da parte del capo-locale della 'ndrangheta di Ventimiglia, Marciano' Giuseppe, a Scajola Claudio (e non ad altri “Scajola”, come era intento della Difesa far credere). In questo caso Scajola interrompeva, sbattendo le mani sul tavolo, affermando ad alta voce: “E' falso, è falso”. Il secondo episodio è quando Abbondanza, richiamando l'appello in Cassazione promosso dalla Procura per le assoluzioni di alcuni imputati nel processo “La Svolta”, ha anche indicato che è stato presentato ricorso (promosso, tra l'altro, proprio della Casa della Legalità - Onlus) anche contro la Sentenza del Consiglio di Stato che annullava il provvedimento di scioglimento/commissariamento dell'Amministrazione di Ventimiglia. In questo caso Scajola si metteva ad urlare che non esiste nessun ricorso ed apostrofava il testimone come “Bugiardo, Bugiardo”, alzandosi ed allontanandosi dall'aula, fortemente innervosito, per poi farvi ritorno in seguito.
Il tentativo di screditare e delegittimare il testimone da parte delle Difese si è arenato di fronte alla ricostruzione dei fatti
(da un lato si sono poste domande su elementi di cui si era già data da lungo tempo ampia ricostruzione pubblica online proprio sul sito della Casa della Legalità, e dall'altro si sono evidenziate scivolose lacune nelle informazioni prodotte della Difesa - sempre nell'intento di screditare il testimone - in relazione a Sentenze per diffamazione che risultano però impugnate, quando non annullate in Appello, così come anche in riferimento a procedimenti per cui vi è stata assoluzione piena di Abbondanza, quando non già definite con l'archiviazione), così come si sono rivelati vani i tentativi di “svincolare” sia la vicenda della F.E.R.A. dalle risultanze delle inchieste sui rapporti con Cosa Nostra e Nicastri, sia gli elementi forniti nella testimonianza rispetto alle articolazioni della 'ndrangheta in Liguria, nonché al contesto di SCAJOLA Claudio e degli esponenti politici locali a lui legati.

Anche in relazione al rapporto tra la F.E.R.A. ed il MATACENA Amedeo, nonché con l'ACIERNO Alberto, gli elementi forniti da Abbondanza nella deposizione davanti al collegio giudicante di Reggio Calabria, ed ancor prima prodotti documentalmente alla D.I.A. nel 2014, sono emersi e non sono stati in alcun modo minati. La sequenza temporale dei fatti e degli elementi documentali, ad esempio, in relazione al “contributo” da circa 6 milioni di euro, elargito dal Ministero dello Sviluppo Economico retto dal Ministro Scajola al progetto “Free Sun” capeggiato dalla F.E.R.A. Srl, risulta infatti inconfutabile: se il bando era stato predisposto dal predecessore di Scajola, è proprio quest'ultimo che ha definito che si sarebbe proceduto con una Comitato di Esperti (7 ottobre 2008), quindi ha nominato i componenti del Comitato di Esperti (30 ottobre 2008) incaricato della valutazione dei progetti; sempre Scajola era il Ministro all'atto della definizione della graduatoria (26 gennaio 2009) e quindi della sua pubblicazione (3 marzo 2009), avvenute dopo le note e-mail (13 gennaio 2009) agli atti dell'inchiesta, da cui emerge che Cesare Fera con l'Acierno - a cui il primo aveva chiesto «feedback da Scajo» sul contributo - ottenevano rassicurazioni dal Matacena che rispondeva rassicurandoli: «Prima di Natale ho avuto garanzie di buon esito».

Nel corso delle due udienze, a seguito delle domande del Pubblico Ministero della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, è emerso inoltre che l'operato della Casa della Legalità non è affatto ridotto a semplici "ricerche su internet", bensì è un lavoro di inchiesta, soprattutto sul campo, con sopralluoghi, attività di monitoraggio e osservazione sul territorio, nonché di ricerca ed incrocio di dati provenienti da molteplici fonti documentali o testimoniali.
Chiunque, comunque, sentendosi l'audio delle due udienze può comprendere benissimo chi ha piegato la realtà a rappresentazioni tutt'altro che corrette e reso un pessimo servizio al ruolo dell'informazione.

Christian Abbondanza
presidente Casa della Legalità - Onlus



 
RocketTheme Joomla Templates